C’era una volta, nella vecchia terra, un re conosciuto dal suo popolo come giusto e benevolo, che si trovò ad affrontare una difficoltà apparentemente insormontabile. La sua unica figlia, bella e intelligente oltre la sua età, era in cerca di un marito. Il re decretò che ogni uomo con una casa e un mestiere dovesse recarsi al castello e presentarsi alla principessa.
Dopo molti mesi in cui uomini idonei si mostrarono a lei, un giovane contadino entrò nella sala della fanciulla, accolto da sguardi di scherno e meraviglia per lo stato dei suoi abiti. Attraversata la grande sala e giunto di fronte alla principessa, posò una pietra vecchia e sporca ai suoi piedi. Poi si inchinò alla principessa e, con un sorriso enigmatico, lasciò la sala senza guardare nessuno – lasciando la principessa e tutti i presenti sorpresi e sbalorditi. Anche “Aludra” deriva dall’arabo (al-Adhraa’), che significa “la vergine”, nome dato secoli fa dagli astronomi musulmani alla stella Eta Canis Majoris. Nel profumo Aludra, la statua è coronata da un ametista chiaro. Essa simboleggia determinazione e positività.


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